Non solo la fragilità è donna.. ma anche l’invidia..
E so che non ci faccio una bella figura a scrivere questo… ma lo sapete..
con voi.. o miei diletti.. c’è un inviolabile patto di sincerità.. per il quale adesso mi denudo… e vi
deludo..
Deve infatti essere invidia questa strana sensazione.. o più che altro -
visto che non provo alcun “dolore” alla visione del benessere immeritato di
altri (definizione classica di invidia) – deve essere semplicemente il grido
disperato del mio senso di giustizia.. ormai ridotto a brandelli.. Sapete che
il senso di giustizia, ma soprattutto di ingiustizia, è uno dei fondamenti del
senso morale? Una cosa di cui pensavo essere totalmente priva.. il senso
morale.. a volte confuso con quello del pudore.. ma di cui non posso essere
carente visto che anche le scimmie ce l’hanno (http://www.ted.com/talks/lang/en/frans_de_waal_do_animals_have_morals.html
se andate a 13 min e 56 osserverete una simpatica scimmia cappuccino che
s’incazza a morte quando realizza di aver immeritatamente ricevuto una
ricompensa inferiore a quella della sua compagna)
Comunque.. al di là del senso morale.. ultimamente l’erba del vicino..
oltre ad essere stra-buona.. è anche tremendamente più verde della mia.. E la
domanda “cosa c’è di sbagliato in ciò che sono o ciò che ho fatto perché tutto
questo non accade anche a me” è
diventata un po’ la canzoncina della buonanotte che accompagna i miei sogni.. divenuti particolarmente dettagliati e copiosi in questo periodo .
Un esempio idiota tra tutti.. non totalmente calzante ma comunque identificativo del livello di paranoia che sto cercando di gestire è il blog.. Proprio quando sono contentissima
di aver ritrovato tempo e coraggio di rimettermi a scrivere.. ecco che qualcun
altro di mia conoscenza.. una conoscenza molto piacevole tra l’altro.. ha la
mia stessa idea.. e apre un blog.. Embhe’.. direte voi? Mica sei la regina del
cyberspazio.. legittimo.. Però non va bene lo stesso.. dico io.. Non va bene
perché il suo è davvero un capolavoro.. Storie d’autrice.. storie vere di una
vita riconquistata e sregolata.. anche un po’ disperata se vogliamo.. un po’
pazza.. però bellissime.. c’è molta poesia.. nonché una tecnica narrativa in
seconda persona da manuale di scrittura creativa post-moderna.. A me di
post-moderno – e neanche di quello si tratta – mi sono rimasti solo i miei
adorati “..” due puntini.. Ma poi mi ricordo che per scrivere buone storie ci
vuole una buona vita.. molto cuore e molto orecchio.. per carpirne la poesia
della vita.. e io li avevo entrambi… avevo un cuore afflitto e un udito
pronunciato.. Avevo poesia.. Ma poi sì sa.. si cresce.. si cambia.. si ridefiniscono
le priorità.. e per caso e natura sono diventata un’animale da prosa.. un bel
romanzo classico.. un’aspirante princess
des clèves.. a cui però.. ogni tanto.. manca della sana e sconvolgente poesia.