martedì 5 giugno 2012

l'erba del vicino..


Non solo la fragilità è donna.. ma anche l’invidia..
E so che non ci faccio una bella figura a scrivere questo… ma lo sapete.. con voi.. o miei diletti.. c’è un inviolabile patto di sincerità.. per il quale adesso mi denudo… e vi deludo..
Deve infatti essere invidia questa strana sensazione.. o più che altro - visto che non provo alcun “dolore” alla visione del benessere immeritato di altri (definizione classica di invidia) – deve essere semplicemente il grido disperato del mio senso di giustizia.. ormai ridotto a brandelli.. Sapete che il senso di giustizia, ma soprattutto di ingiustizia, è uno dei fondamenti del senso morale? Una cosa di cui pensavo essere totalmente priva.. il senso morale.. a volte confuso con quello del pudore.. ma di cui non posso essere carente visto che anche le scimmie ce l’hanno (http://www.ted.com/talks/lang/en/frans_de_waal_do_animals_have_morals.html se andate a 13 min e 56 osserverete una simpatica scimmia cappuccino che s’incazza a morte quando realizza di aver immeritatamente ricevuto una ricompensa inferiore a quella della sua compagna)
Comunque.. al di là del senso morale.. ultimamente l’erba del vicino.. oltre ad essere stra-buona.. è anche tremendamente più verde della mia.. E la domanda “cosa c’è di sbagliato in ciò che sono o ciò che ho fatto perché tutto questo non accade anche a me”  è diventata un po’ la canzoncina della buonanotte che accompagna i miei sogni.. divenuti particolarmente dettagliati e copiosi in questo periodo .
Un esempio idiota tra tutti.. non totalmente calzante ma comunque identificativo del livello di paranoia che sto cercando di gestire è il blog.. Proprio quando sono contentissima di aver ritrovato tempo e coraggio di rimettermi a scrivere.. ecco che qualcun altro di mia conoscenza.. una conoscenza molto piacevole tra l’altro.. ha la mia stessa idea.. e apre un blog.. Embhe’.. direte voi? Mica sei la regina del cyberspazio.. legittimo.. Però non va bene lo stesso.. dico io.. Non va bene perché il suo è davvero un capolavoro.. Storie d’autrice.. storie vere di una vita riconquistata e sregolata.. anche un po’ disperata se vogliamo.. un po’ pazza.. però bellissime.. c’è molta poesia.. nonché una tecnica narrativa in seconda persona da manuale di scrittura creativa post-moderna.. A me di post-moderno – e neanche di quello si tratta – mi sono rimasti solo i miei adorati “..” due puntini.. Ma poi mi ricordo che per scrivere buone storie ci vuole una buona vita.. molto cuore e molto orecchio.. per carpirne la poesia della vita.. e io li avevo entrambi… avevo un cuore afflitto e un udito pronunciato.. Avevo poesia.. Ma poi sì sa.. si cresce.. si cambia.. si ridefiniscono le priorità.. e per caso e natura sono diventata un’animale da prosa.. un bel romanzo classico.. un’aspirante princess des clèves.. a cui però.. ogni tanto.. manca della sana e sconvolgente poesia.