domenica 20 maggio 2012

London Showdown!


(from the Stansted express, Sat. 19th)

Sono tornata a Londra per chiudere i conti, quelli bancari – ed è stato facilissimo - e quelli umani – un pochino più complicati. Sono tornata per fare  pace con la città che mi ha tolto tanto, troppo, quasi tutto, regalandomi, in cambio, qualcosa di piccolo ma prezioso. Londra mi ha disorientato, depresso, derubato… mi ha intossicato con i suoi whiskey a due pounds e quaranta, gli interminabili happy hour di Soho e i glitter dell’Heaven.. Mi ha illuso di poter essere invincibile per poi schiaffeggiarmi a tempo debito con la ruvida consapevolezza che non ce l’avrei fatta.. che non era il momento giusto, che per me non è mai il momento giusto. Sì Londra mi ha ingannato, abbagliandomi con le sue belle luci dei mercatini di Natale, con la neve inattesa, che bagna scarpe e calzini, con affinità profonde, ma troppo improvvise, che insinuano dubbi senza dare risposte. E poi gli intrighi e i segreti, sempre celati da maschere e fuliggine, che ho potuto solo presagire ma mai affrontare. Londra mi innervosisce ogni volta che arrivo e mi fa piangere ogni volta che la lascio.. e per questo la odio e la temo.  Ma anche la amo e la desidero… Londra è per me mascochismo e delirio… e il suo dolore m’inebria e m’ispira.. Londra è per me l’inferno dentro il paradiso… lo specchio che amichevolmente ma impietosamente riflette i miei peccati più grandi: la presunzione, la paura, l’escapismo, l’autodistruzione… Londra è la mia sfida – fallita – nei confronti della gravità… Si sale, si osa.. e irrimediabilmente si cade.. e io sono caduta.. anche stavolta..
Ad ogni modo, è stata una gradevolissima settimana, piena di impegni e compagnie interessanti, giornate più o meno soleggiate, burritos, sushi, american hamburger, lasagne vegetariane, English breakfast, pizza, chicken katsu curry, mind the gap, cantate goliardiche al pub, e tanti tall latte di starbucks… Cosa vuoi di più dalla vita? Un lucano? beh.. meglio un Montenegro.

8 commenti:

  1. Tho', sembra proprio quello che mi succede ogni volta che torno a Napoli, the Big A, dove la A più che per Apple sta per Aubergine...solidarizzo!

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  2. ... il tuo blog é la mia nuova home page!

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  3. tra le cose e la percezione che abbiamo di esse, c'è sempre una certa differenza.
    così, tra sentirsi fuori tempo ed esserlo
    può darsi che ci sia uno iato decisamente irrecuperabile.

    time is all we have.
    so take the time
    to make the time...

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    1. uno iato che è esattamente lo spazio della follia!
      Grazie tesoro!!!

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Come mai puoi dire che ti manca la poesia!!! Mi hai strappato una piccola lacrima ricordando Londra... bacione cara!

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